Liceo scientifico statale O.Grassi

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Progetto “Storia del ‘900”

 
 
 


Il tempo delle scelte: 1943-1945

 



 
Indice

 

Il tempo delle scelte:

Fonti memorialistiche
a) Antifascisti, resistenti, partigiani
b) Fascisti, combattenti di Salò

c) La "zona grigia"
d) Militari prigionieri
Presentazione
del volume
Fonti storiografiche
a) Sulla Resistenza in generale
b) Sull'8 settembre e la "morte della patria"
c) Sulle "tre guerre" e in particolare sulla guerra civile
d) Sulla Repubblica di Salò
Relazione introduttiva:
Prof. Paolo Pezzino
Epistolari e lettere
Antifascisti, resistenti e partigiani

Fascisti e combattenti di Salò
Testimonianze orali:
Angelo Del Boca
Piero Sebastiani
Luigi Bettazzi
Luigi Isola
Fonti narrative
a) Antifascisti, resistenti, partigiani
b) Fascisti, combattenti di Salò
Fonti cinematografiche
Documenti ufficiali
Testimonianze scritte

Laboratorio
Mappa concettuale (clic per scaricare

 
 

 

Biografie dei relatori e dei testimoni


PAOLO PEZZINO (Clicca qui per accedere alla trascrizione della testimonianza)
Paolo Pezzino insegna Storia contemporanea presso l’Università di Pisa. Ha pubblicato Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca. Il Mulino, 1997; Guerra ai civili. Occupazione e politica del massacro. Toscana 1944, insieme a M. Battini, Marsilio 1997; Storie di guerra civile. L’eccidio di Niccioleta , Il Mulino, 2001.

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ANGELO DEL BOCA (Clicca qui per accedere alla trascrizione della testimonianza)
Angelo Del Boca è nato a Novara nel 1925. Nei primi anni del dopoguerra ha collaborato al “Politecnico” con Elio Vittorini e ha pubblicato un saggio sulla guerra d’Algeria su “Les Temps Modernes”, la prestigiosa rivista diretta da Jean­Paul Sartre. Per vent’ anni ha fatto l’inviato speciale per la “Gazzetta del Popolo” di Torino in Africa, in Asia e in Medio Oriente documentando, in centinaia di articoli, il lento e tormentato processo della decolonizzazione. Dal 1968 al 1981 è sta­to capo-redattore del "Il Giorno” e successivamente ha insegnato Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze politiche all’Università di Torino. Per quindici anni è stato presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Piacenza e attualmente dirige la rivista "Studi Piacentini”. Ha pubblicato una quarantina di opere, tra le quali, presso Laterza, i quattro volumi di Gli italiani in Africa Orientale (1976-84), i due de Gli italiani in Libia (1986-88), Il negus, Vita e morte dell’ultimo re dei re (1995), Gheddafi, Una sfida dal deserto (1998). Nell’ottobre del 2000 l’Università di Torino gli ha conferito la Laurea honorìs causa in Scienze Politiche (Storia dell’Africa).

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PIERO SEBASTIANI (Clicca qui per accedere alla trascrizione della testimonianza)
Piero Sebastiani nasce nel 1927 da famiglia contadina delle campagne lucchesi. A 12 anni lascia la scuola per il lavoro. A poco più di 16 anni, nell’autunno del 1943, aderisce alla R.S.J. e chiede di essere inviato al fronte con uno dei pochi reparti combattenti.

Dopo varie vicissitudini e l’espulsione da un corso allievi ufficiali della G.N.R. approda, quale ufficiale di ordinanza di Idreno Utimperghe, nella 36^ Brigata Nera. Di questa condividerà le sorti, dapprima sul fronte dell’Arno e della Garfagnana, poi nelle azioni antipartigiane nel modenese, nel piacentino e in Piemonte, fino alla disfatta dell’aprile 1945 dove “fortunatamente” ferito per la terza volta, non può seguire Utimperghe che finirà fucilato a Dongo con Pavolini e gli altri gerarchi. I 18 anni li compie nel carcere fiorentino di Santa Teresa nel quale, dopo due pro­

Vittorini, per Einaudi, dopo buone intenzioni e promesse, non pubblica. Studi disordinati, disordinate collaborazioni con giornali fra i quali il Nuovo Corriere di Bilenchi; molti lavori e molta fame, poi la carriera nell’industria che abbandona nel 1959 approdando come agente di multinazionali all’industria elettronica. Nel 1989 ricomincia a scrivere e a pubblicare (da allora al 2000 sette libri tutti legati al filo della memoria). E continua.

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LUIGI BETTAZZI (Clicca qui per accedere alla trascrizione della testimonianza)
È nato a Treviso il 26 novembre 1923. Ordinato Presbitero dal card. Nasali Rocca a Bologna, nella Basilica di 5. Domenico, il 4 agosto 1946. Laureato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e in Filosofia all’Università Statale di Bologna.

Insegnante di Filosofia e Storia della filosofia al Pontificio Seminario Regionale di Bologna e di Morale sociale all’Istituto sociale dell’arcidiocesi di Bologna e alla Scuola Assistenti Sociali. Assistente diocesano e vice-assistente nazionale degli Universitari Cattolici (FUCI).

Ordinato vescovo dal card. Giacomo Lercaro a Bologna, Basilica di San Petronio il 4 ottobre 1963. Vicario Generale del card. Lercaro dal 10 settembre 1963.

Ha partecipato a tre sessioni del Concilio Ecumenico Vaticano Il, dove ha fatto interventi sulla Collegialità, I ‘Apostolato dei Laici, la Cultura e per chiedere la beatificazione di Papa Giovanni XXIII.

Fa parte del gruppo di Vescovi (una venti­na) «che — ispirati dalla spiritualità di Charles de Foucauld — si impegnano a vivere l’episcopato in maniera più vicina alla gente e ai preti».

Trasferito alla sede vescovile di Ivrea il 26 novembre 1966 dove ha fatto l’ingresso il 15 gennaio 1967.

Qui ha svolto il suo servizio episcopale per 32 anni; è Vescovo emerito dal 20 febbraio 1999.

Presidente internazionale di Pax Christi dal 7.4.978. Attualmente è Presidente del Centro Studi economico-sociali per la Pace, promosso da Pax Christi Italiana nell’ottobre 1991 e che ha sede a Firenze.

Come Presidente nazionale di Pax Christi ha tenuto molte conferenze e dibattiti; ha ideato, animato e partecipato alle Marce della Pace di Capodanno (la prima fu il 3 1.12.1968); ha scritto articoli e interventi sull’impegno dei cristiani per la pace. Ha avviato con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Economia, dei Seminari di studio su “Armi e Disarmo: aspetti economici ed etici”.

Sul piano internazionale ha rappresentato Pax Christi alle due Assemblee straordinarie sul Disarmo, promosse dall’ONU nella sede di New York: ha guidato e presieduto gli incontri sul disarmo e I diritti dell’uomo con la Chiesa Ortodossa Russa, a scadenza biennale, in varie città dell’ex Unione Sovietica; ha partecipato ad Uppsala all’incontro internazionale delle Chiese su ‘Vita e Pace”: a Salisburgo all’incontro delle Università Cattoliche per un lavoro di ricerca e studio sulla pace.

Ha guidato una missione internazionale in Centro America (1981) per indagare sulle violazioni dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a conferenze in Germania, Belgio e altri Paesi europei.

Per la pace a Sarajevo ha guidato insieme all’amico mons. Tonino Bello la “Marcia dei Cinquecento” (7-13 dicembre 1992) e ha partecipato alla missione ‘Mir Sada” del 4-9 agosto 1993. Sempre nel 1993, per la pace nei Balcani, ha contatti con la Chiesa Serbo Ortodossa (Belgrado - luglio) che sfociano nell’incontro ufficiale a Belgrado (agosto). cui seguirà l’incontro in Belgio (marzo 1994). 11-12-25 febbraio 1994 è in missione di pace in Kossovo.

Ha scritto i seguenti libri: Intelligenza e Fede 1963: Una Chiesa per tutti 1971; La Chiesa fra gli uomini 1972; La Carne di Dio 1974; Farsi Uomo 1977; Al di là... al di dentro 1978; Cari bambini, Caro vescovo 1979: Ateo a diciotto anni 1982; Il Cristiano e la pace 1983; Un Vescovo e la sua Chiesa 1988: Obbediente in Ivrea - Biografia di mons. Moreno 1989; Lettere aperte... o quasi 1989 (in cui confluiscono— con risposte e commenti — le Lettere aperte già pubblicate sul Risveglio Popolare, a uomini politici del tempo. Farsi donna. farsi giovane per la pace 1 995; La sinistra di Dio 1996; Il Concilio - Pentecoste del Terzo Millennio 2000: Il Padre Nostro. alla SS.ma Trinità, con Maria 2000:

La Chiesa dei poveri 2001

Ha viaggiato ripetutamente per motivi pa­storali: in Asia (Assam, India, Corea, Vietnam e Cambogia, Giappone, Pakistan, Bangladesch): in Africa (Algeria, Sudan, Burundi, Tanzania); negli USA e in Canada, ma soprattutto in America Latina, Venezuela. Argentina, Perù, Uruguay, Colombia. Panama, Messico e in tutta l’America Centrale, oltre naturalmente i vari Paesi dell’Europa.

Il 23 giugno 2000 ha ricevuto dall’Università di Torino la laurea honoris causa in Scienze Politiche, per aver «sempre coniugato e congiunto la riflessione religiosa e teologale all’impegno sociale e all’osservazione dell’uomo, sia nella storia, sia nella società contemporanea, sia nella sua dimensione sociale, sia soprattutto partecipando in prima persona alla lotta per la pace».

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LUIGI ISOLA (Clicca qui per accedere alla trascrizione della testimonianza)
Luigi Isola, deportato a 18 anni, operaio idraulico, lavorava alle dipendenze di Nello Bovani fucilato il 5 aprile 1944. Arrestato in quanto componente di una cellula comunista il cui capo era lo stesso Nello Bovani e trasportato, dopo una breve per­manenza nel carcere di Marassi, a Mauthausen. Dopo Mauthausen, probabilmente per essere stato ritenuto erroneamente di razza ebraica, viene deportato insieme a molti ebrei a Auschwitz. E’ stato liberato dai russi il 27 gennaio 1945.

Testimonianze scritte

Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi della Rsi, Lettere dei caduti della Rsi, L'ultima crociata ed., 1990 (clic per scaricare)

Carlo Mazzantini, A cercar la bella morte, Marsilio, Milano, 1986 (clic per scaricare)


C.Cassola, Fausto e Anna, Arnoldo Mondadori, Milano 1975 (clic per scaricare)

Giorgio Chiesura, Sicilia, Sellerio,1943 (clic per scaricare)

L. Calamida, Gli anni del dolore e della rabbia, 1935-1975, La Pietra, Milano, 1975 (clic per scaricare)

Da Dante Livio Bianco, Guerra partigiana, Einaudi, Torino, 1955 (clic per scaricare)

Da Davide Lajolo, Il voltagabbana, Il saggiatore, Milano,1963 (clic per scaricare)

N. Dunchi, Memorie partigiane, La Nuova Italia, Firenze 1957 (clic per scaricare)

Enzo Forcella, Celebrazione di un trentennio, Milano, Mondadori, 1974 (clic per scaricare)

F. Fortini, La guerra a Milano, in F. Fortini, Sere in Valdossola, Arnoldo Mondadori, Milano (clic per scaricare)

G. Gadola Beltrami, Il Capitano, Gentile, Milano 1946 (clic per scaricare)

Francesco Giorgino – Nicola Rao, L'un contro l'altro armati, Mursia, Milano, 1995 (clic per scaricare)

Italo Calvino, I sentieri dei nidi di ragno, Milano, Mondadori, 1993 (clic per scaricare)

Luigi Meneghello, I piccoli maestri, Milano, Mondadori, 1986 (clic per scaricare)

Pietro Chiodi, Banditi, Torino, Einaudi,1975 (clic per scaricare)

Giovanni Pesce, Senza tregua, Milano, Feltrinelli, 1995 (clic per scaricare)

Piero Sebastiani, La mia guerra con la 36^ Brigata nera fino al carcere, Mursia, Milano, 1988 (clic per scaricare)

R. Battaglia, Un uomo, un partigiano, Einaudi, Torino 1965 (clic per scaricare)

E. Vallini, Operai del nord, Laterza, Bari 1957 (clic per scaricare)

Roberto Vivarelli, La fine di una stagione, Bologna, il Mulino, 2000 (clic per scaricare)

La chiesa dalla parte dei perseguitati,Testimonianza di Pio Alessandrini , Senatore della Repubblica In Travalia. Studi su Luino e gli immediati dintorni", n. 1,1975 (clic per scaricare)

Testimonianze di donne bresciane che hanno partecipato alla lotta partigiana (clic per scaricare)

Nuto Revelli, La guerra dei poveri, Einaudi, Torino, 1979 (clic per scaricare)

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Storiografia


A.Lepre, La repubblica di Mussolini, Mondadori, Milano 1999 (clic per scaricare)

Da: Elena Aga Rossi, Una nazione allo sbando, Bologna Il Mulino 1996 (clic per scaricare)

Remo Bodei, Il noi diviso. Einaudi, Torino, (clic per scaricare)

C. Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della resistenza, , Bollati-Boringhieri,Torino 1991 (clic per scaricare)

Da: Pietro Scoppola, 25 Aprile Liberazione, Einaudi, Torino, 1995 (clic per scaricare)

G. De Luna - M. Revelli, Fascismo Antifascismo: le idee, le identità. La Nuova Italia, Firenze,1995. (clic per scaricare)

Della Loggia, La morte della patria, Laterza, Roma-Bari 1996, pp. 48-5 (clic per scaricare)

Pietro Scoppola, Morte e rinascita della patria (clic per scaricare)


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Bibliografia

Fonti storiografiche
a) Sulla Resistenza in generale
La sintesi storica più recente ed informata è rappresentata dal volume di G. Oliva, I vinti e i liberati, Milano, Mondadori 1994.

Tra le classiche" opere generali, anche se in parte inevitabilmente datate, sono da ricordare: R. Battaglia, Storia délla Resistenza italiana (8 settembre 1943 25 settembre 1945), Einaudi,Torino 1964; G. Bocca, Storia dell’Italia partigiana, Mondadori, Milano 1996 (1966).

Utile, per un primo orientamento informativo, puo essere anche M. Rendina, Dizionario della Resistenza italiana, Editori Riuniti, Roma 1995.

Molto importante, infine, è E. Collotti, R. Sandri, F Sessi (a cura di) Dizionario della Resistenza, (vol. I, Storia e geografia della Liberazione), Einaudi, Torino 2000 (è stata annunciata inoltre annunciata l'uscita di un secondo volume dedicato a Luoghi, formazioni, protagonisti).

La persistenza della memoria collettiva della resistenza fra i giovani italiani degli anni 90 è indagata da D. Mezzana, Memoria storica della resistenza ne//e nuove generazioni, Mursia, Milano 1997 (il volume, risultato di una doppia ricerca, per questionari ed interviste, condotta nel 1995 dal CERFE e dal LANDIS, contraddice molti luoghi comuni sulla passività e l'indifferenza delle giovani generazioni).

La sintesi storica più recente ed informata è rappresentata dal volume di G. Oliva, I vinti e i liberati, Milano, Mondadori 1994.

Tra le classiche" opere generali, anche se in parte inevitabilmente datate, sono da ricordare: R. Battaglia, Storia délla Resistenza italiana (8 settembre 1943 25 settembre 1945), Einaudi,Torino 1964; G. Bocca, Storia dell’Italia partigiana, Mondadori, Milano 1996 (1966).

Utile, per un primo orientamento informativo, puo essere anche M. Rendina, Dizionario della Resistenza italiana, Editori Riuniti, Roma 1995.

Molto importante, infine, è E. Collotti, R. Sandri, F Sessi (a cura di) Dizionario della Resistenza, (vol. I, Storia e geografia della Liberazione), Einaudi, Torino 2000 (è stata annunciata inoltre annunciata l'uscita di un secondo volume dedicato a Luoghi, formazioni, protagonisti).

La persistenza della memoria collettiva della resistenza fra i giovani italiani degli anni 90 è indagata da D. Mezzana, Memoria storica della resistenza ne//e nuove generazioni, Mursia, Milano 1997 (il volume, risultato di una doppia ricerca, per questionari ed interviste, condotta nel 1995 dal CERFE e dal LANDIS, contraddice molti luoghi comuni sulla passività e l'indifferenza delle giovani generazioni).

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Sull'8 settembre, è importante il lavoro di E. Aga Rossi, La nazione allo sbando. L 'armistizio italiano dell '8 settembre 1943, il Mulino, Bologna 1993.

Una sintesi delle tesi revisionistiche" sulla Resistenza, volte, più che a riabilitare il fascismo, a delegittimare la guerra di liberazione come fondamento della nuova democrazia italiana, è contenuta in R. De Felice, Rosso e Nero, (intervista a cura di P. Chessa), Baldini e Castoldi, Milano 1995.

In sintonia con l'interpretazione di De Felice del biennio 1943-45, è il volume di E. Galli Della Loggia, La morte della patria, Laterza, Roma-Bari 1996, in cui l'autore individua nell' 8 settembre 1943 il dies horribilis" dell'identità nazionale italiana, il momento cioè della perdita di una comune coscienza collettiva che la repubblica democratica non riuscì più a recuperare nei decenni successivi).

Molto critici nei confronti del " revisionismo" resistenziale, e attenti a ribadire il ruolo fondativo svolto dell'antifascismo e dalla Resistenza nella costruzione della moderna Italia democratica, sono gli studi di P. Scoppola, 25 aprile. Liberazione, Emaudi, Torino 1995) e N. Tranfaglia (Un passato scomodo. Fascismo e postfascismo, Laterza, Roma-Bari 1996).

Più sfumato e articolato nei giudizi, ma volto comunque a riconoscere nell'esperienza antifascista e resistenziale il nucleo originario di un patriottismo costituzionale", patto non scritto che consentì alla fragile democrazia italiana di reggere nei primi anni e di svilupparsi positivamente in quelli successivi, è il volume di G.E.Rusconi, Resistenza e postfascismo, il Mulino, Bologna 1995 (dello stesso autore, su questi problemi, è da consultare anche Patria e repubblica, il Mulino 1997).

La risposta più organica, per ampiezza, complessità, approfondimento, alle tesi revisionistiche" è comunque rappresentata da F. De Felice (a cura di), Antifascismi e resistenze, (Fondazione Istituto Gramsci, Annali VI), La Nuova Italia, Firenze 1997 (il volume, che raccoglie gli atti dell'omonimo convegno svoltosi a Roma nell'ottobre 1995, ricostruisce l'esperienza storica dell'antifascismo, non solo italiano, ma europeo, lungo l'intero arco cronologico che, dall'avvento della società di massa tra le due guerre, passa per i movimenti resistenziali e approda, dopo il 1945, alla rifondazione di un nuovo patto di cittadinanza nelle moderne democrazie occidentali).

Più in generale, sul ruolo svolto dal dibattito storiografico nella costruzione di una comune memoria collettiva (o di più memorie collettive,antagoniste fra loro), cfr. N. Gallerano (a cura di), L 'uso pubblico della storia, Franco Angeli, Milano 1995.

Su questi temi l'opera più recente, volta ad individuare i simboli e i nodi problematici di una storia nazionale lacerata che occorre riconoscere come tale, è M. Isnenghì, La tragedia necessaria. Da Caporetto all'otto settembre, il Mulino, Bologna 1999.

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Sulle tre guerre

L'opera più importante, uscita negli ultimi anni, è senza dubbio C. Pavone Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1991 (il volume, come rivela il sottotitolo, costituisce non una storia in senso stretto della resistenza, quanto piuttosto un'analisi del delle motivazioni, etiche, politiche, esistenziali, che spinsero una parte degli italiani a prendere le armi contro il fascismo e i tedeschi). Per un'analisi della categoria di "guerra civile", che ha suscitato un acceso dibattito storico-politico, cfr. M. Legnani, F. Vendramini (a cura di), Guerra, guerra di liberazione, guerra civile, Franco Angeli, Milano 1990; G. Ranzato (a cura di), Guerre fratricide, Bollati Boringhieri, Torino 1994.

Ancora ricco di stimoli e di spunti di riflessione è lo studio di G. Quazza, Resistenza e storia d'italia, Feltrinelli 1976 (l'opera individua nell'antifascismo, valorizzato soprattutto nelle sue componenti "esistenziali", un fenomeno di "lunga durata" della nostra storia, che si prolunga ben al di là del biennio 1943-45). Riprende e approfondisce questa interpretazione dell'antifascismo il volume di G. De Luna e M. Revelli, Fascismo.Antifascismo, La Nuova Italia, Firenze 1995. Su questi temi, si veda anche l'ultimo volume, uscito postumo, della monumentale biografia di Mussolini realizzata da De Felice: Mussolini l'alleato, Il, La guerra civile (1943-45), Einaudi, Torino 1997.

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Sulla Repubblica sociale, resta un "classico" l'informatissima ricostruzione di F. W. Deakin, Storia della repubblica di Salò, Einaudi, Torino 1963 (che analizza, coerentemente al titolo originale: "la brutale amicizia", i rapporti fra il governo collaborazionista italiano e l'occupante tedesco). Una buona sintesi, di alta divulgazione, è costituita da G. Bocca, La repubblica di Mussolini, Mondadori, Milano 1994. Molto importante per ricostruire i diversi aspetti della politica saloina, dai provvedimenti economici alle direttive per la stampa e la propaganda, dai rapporti con la Chiesa a quelli con i tedeschi, è P. P. Poggio (a cura di), La repubblica sociale italiana 1943-45, in "Annali della fondazione Luigi Micheletti", 2, 1986 (sono gli atti del convegno organizzato a Brescia, dall'omonima Fondazione, nell'ottobre 1985). Per un'analisi del fenomeno collaborazionista in Europa, cfr. L.Cajani, B. Mantelli,( a cura di ), Una certa Europa. il collaborazionismo con le potenze dell 'Asse. 1939-1945, in "Annali della Fondazione Luigi Micheletti", 6, 1992.

Infine, su questi temi sono da consultare: A.Lepre, La repubblica di Mussolini, Mondadori, Milano 1999 (molto attento a ricostruire il periodo '43-45 dal punto di vista della gente comune, in particolare della "zona grigia" che scelse di non schierarsi nettamente), L. Ganapini, La repubblica delle camice nere, Garzanti, Milano 1999 e D. Ghigliani, Brigate nere, Bollati Boringhieri, Torino 1999.

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Fonti memorialistiche
a) Antifascisti, resistenti, partigiani

P. Chiodi, Banditi, Einaudi, Torino 1975 (1946)

L. Bolis, Il mio granello di sabbia, Emaudi, Torino 1995 (1946)

D. Livio Bianco, Guerrapartigiana, Emaudi, Torino 1973 (1955)

A. Gobetti, Diario partigiano, Emaudi, Torino 1996 (1956)

F. Fortini, Sere in valdossola, ( comprende anche La guerra a Milano, diario tenuto dall'autore dal

22 luglio al 14 settembre 1943) Marsilio, Venezia, 1985 (1963)

G. Pesce, Senza tregua. La guerra dei GAP, Feltrinelli, Milano 1995 (1967)

M. Spinella, Memoria della resistenza, Emaudi, Torino 1995 (1974)

L. Valiani, Tutte le strade conducono a Roma, il Mulino, Bologna 1995 (1983)

F. Calamandrei, La vita indivisibile. Diario 1941-1947, Giunti, Firenze 1998 (1984)

V. Foa, il cavallo e la torre, Emaudi, Torino 1991

F. Magnani, La famiglia italiana, Feltrinelli, Milano 1993

A. Pizzoni, Alla guida del CLNAI, il Mulino, Bologna 1995

T. Pizzardo, Senza pensarci due volte, il Mulino, Bologna 1996

F. Calamandrei, Diario 1939-1945, La Nuova Italia, Firenze 1997

C. Capponi, Con cuore di donna, Il Saggiatore, Milano 2000

Per una concezione ambiguamente "impolitica" della resistenza, vissuta in primo luogo come avventura personale, E. Sogno, Guerra senza bandiere, il Mulino, Bologna 1995 (?);E. Sogno, La Franchi. Storia di una formazione partigiana, il Mulino, Bologna 1996 (?)

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b) Fascisti, combattenti di Salò

G. Berto, Guerra in camicia nera, Marsilio 1985 (1955)

G.M.Bergamo, Addio a Recanati, Cappelli, Bologna 1974

L. Bolla, Perché a Sale. Diario della Repubblica Sociale italiana, Bompiani, Milano 1982

G. Cattaneo, Da inverno a inverno, il Mulino, Bologna 1993

P. Sebastiani, Misi l'elmo. La giovinezza bruciata di un combattente della RSI, Mursia, Milano 1996

Rivendica polemicamente le ragioni dei giovani che, nel 1943, si arruolarono volontari nella repubblica sociale C. Mazzantini, I balilla andarono a Salò, Marsilio, Venezia 1996.

V. Costa, L 'ultimo federale. Memorie della guerra civile, 1943-1945, il Mulino, Bologna 1997

M. Castellacci, La memoria bruciata, Mondadori, Milano 1998

P. Sebastiani, La mia guerra con la 36° brigata nera fino al carcere, Mursia, Milano 1998

V. Costa, La tariffa, il Mulino 1999

R. Vivarelli, La fine di una stagione, il Mulino, Bologna 2000

Uno stringente confronto - di motivazioni, cultura, educazione, valori - fra chi optò per la resistenza e chi invece scelse la repubblica sociale è contenuto in R. Bentivegna, C. Mazzantini, C 'eravamo tanto odiati, (a cura di Dino Messina), Baldini e Castoldi, Milano 1997 (entrambi i protagonisti, "ragazzi del 43", avevano all'otto settembre poco meno di vent'anni). Su questi temi, cfr. anche F. Giorgino, N. Rao (a cura di), L’uno contro l'altro armati. Dieci testimonianze della guerra civile (1943-1945), Mursia, Milano 1995 (con interventi, fra gli altri, di G. Albertazzi, A. Cossutta, G. Accame, E. Sogno).

Infine, conserva notevole interesse il racconto che Davide Lajolo ha fatto del suo personale "viaggio attraverso il fascismo", da volontario in Spagna a fianco dei franchisti a comandante garibaldino durante la resistenza: Il voltagabbana, Il Saggiatore, Milano 1963.

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c) La "zona grigia"

Una testimonianza autobiografica, che è anche il racconto dello scollamento del regime fascista nel luglio 1943 è contenuta in O. Del Buono,

Una testimonianza autobiografica, che è anche il racconto dello scollamento del regime fascista nel luglio 1943 è contenuta in O. Del Buono, La nostra classe dirigente, Baldini e Castoldi, Milano, 1991 (1986).

Per una memoria della "zona grigia", A. Damiano, Rosso e grigio, il Mulino, Bologna 2000 (1947). Le complesse valenze, etiche, politiche, culturali, presenti nella "zona grigia", con particolare riferimento agli intellettuali italiani, sono analizzate in R. Liucci, La tentazione della casa in collina. il disimpegno degli intellettuali nella guerra civile italiana, Milano, Unicopli 1999.

Una provocatoria apologia della "paura" e dell' "attendismo" in E. Forcella, La Resistenza in convento, Einaudi, Torino 1999 (dello stesso autore, cfr. anche Testimonianza sull'attendismo, in Celebrazione di un trentennio, Mondadori, Milano 1974). Una riflessione su violenza e non violenza che approda ad una rassegnata disillusione sulle sorti di qualsiasi guerra di liberazione è contenuta in G. Chiesura, Sicilia 1943, Sellerio, Palermo 1993 (1964).

Sul rifiuto di partecipare alla Resistenza armata in nome dei propri principi etici e religiosi, A. Capitini, Opposizione e liberazione. Scritti autobiografici, Milano, Linea d'ombra 1991(1966).

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d) Militari prigionieri

G. Carocci, Il campo degli ufficiali, Firenze, Giunti 1995 (1954)

A. Natta, L 'altra Resistenza, Einaudi, Torino 1997 (1954)

G. Tumiati, Prigionieri nel Texas, Mursia, Milano 1985

Epistolari e lettere

a) Antifascisti, resistenti e partigiani

G. Pintor, Il sangue d'Europa. Scritti 1939-1943, Einaudi, Torino 1950

Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana, Einaudi, Torino

Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea, Einaudi, Torino

G. Agosti, D. LivioBianco, Un 'amicizia partigiana. Lettere (1943-1945), Meynier, Torino 1990

W. Jervis, L. Jervis Rochat, G. Agosti, Un filo tenace. Lettere e memorie, La Nuova Italia, Firenze 1998

G. Pintor, F. D'Amico, C‘era la guerra. Lettere 1940-1943, Einaudi, Torino 2000

b) Fascisti, combattenti di Salò

Il cuore buono. Lettere dei caduti della Resistenza e della R.S I, (a cura di V. Peduzzi), Maurizio Minchella editore, Milano 1995

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Fonti narrative

a) Antifascisti, resistenti, partigiani

E. Vittorini, Uomini e no, Mondadori, Milano 1995 (1945)

A. Benedetti, Paura all 'alba, Baldini e Castoldi, Milano 1995 (1945)

I. Calvino, il sentiero dei nidi di ragno, Garzanti, Milano 1987 (1947)

R. Viganò, L 'Agnese va a morire, Einaudi, Torino 1976 (1949)

C. Cassola, Fausto e Anna, Rizzoli, Milano 1990 (1952)

B . Fenoglio, I ventitré giorni della città di Alba, Einaudi, Torino 1990 (1952)

G. Bassani, Cinque storie ferraresi, ora in il Romanzo di Ferrara. I. Dentro le mura, Mondadori, Milano 1980 (1956)

C. Cassola, La ragazza di Bube, Mondadori, Milano, 1960

M. Tobino, 1l clandestino, Mondadori, Milano 1962

B. Fenoglio, Una questione privata, Emaudi, Torino 1990 (1963)

L. Meneghello, I piccoli maestri, Mondadori, Milano 1986 (1964)

G. Arpino, L'ombra delle colline, Mondadori, Milano 1964

B. Fenoglio, Il partigiano Johnny, Emaudi, Torino, 1968

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b) Fascisti, combattenti di Salò

G. Rimanelli, Tiro a/piccione, Binaudi, Torino 1991(1953)

G. Soavi, Un banco di nebbia, Emaudi, Torino 1991(1955)

C. Castellaneta, Notti e nebbie, Rizzoli, Milano 1975

C. Mazzantini, A cercare la bella morte, Marsilio, Venezia 1995 (1986>

Un riferimento diretto alla "morte della patria" in Satta, De profundis, Adelphi, Milano 1980

Una rappresentazione letteraria "classica" dello sfascio militare dell'8 settembre si trova in B. Fenoglio, Primavera di bellezza, Einaudi, Torino 1991(1959).

Un bilancio amaro delle "speranze tradite" della Resistenza in C. Levi, L'orologio, Einaudi, Torino 1989 (1950)


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Fonti narrative
a) Antifascisti, resistenti, partigiani

E. Vittorini, Uomini e no, Mondadori, Milano 1995 (1945)

A. Benedetti, Paura all 'alba, Baldini e Castoldi, Milano 1995 (1945)

I. Calvino, il sentiero dei nidi di ragno, Garzanti, Milano 1987 (1947)

R. Viganò, L 'Agnese va a morire, Einaudi, Torino 1976 (1949)

C. Cassola, Fausto e Anna, Rizzoli, Milano 1990 (1952)

B . Fenoglio, I ventitré giorni della città di Alba, Einaudi, Torino 1990 (1952)

G. Bassani, Cinque storie ferraresi, ora in il Romanzo di Ferrara. I. Dentro le mura, Mondadori, Milano 1980 (1956)

C. Cassola, La ragazza di Bube, Mondadori, Milano, 1960

M. Tobino, 1l clandestino, Mondadori, Milano 1962

B. Fenoglio, Una questione privata, Emaudi, Torino 1990 (1963)

L. Meneghello, I piccoli maestri, Mondadori, Milano 1986 (1964)

G. Arpino, L'ombra delle colline, Mondadori, Milano 1964

B. Fenoglio, Il partigiano Johnny, Emaudi, Torino, 1968

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b) Fascisti, combattenti di Salò

G. Rimanelli, Tiro al piccione, Einaudi, Torino 1991(1953)

G. Soavi, Un banco di nebbia, Einaudi, Torino 1991(1955)

C. Castellaneta, Notti e nebbie, Rizzoli, Milano 1975

C. Mazzantini, A cercare la bella morte, Marsilio, Venezia 1995 (1986)

Un riferimento diretto alla "morte della patria" in Satta, De profundis, Adelphi, Milano 1980

Una rappresentazione letteraria "classica" dello sfascio militare dell'8 settembre si trova in B. Fenoglio, Primavera di bellezza, Einaudi, Torino 1991(1959).

Un bilanci o amaro delle "speranze tradite" della Resistenza in C. Levi, L'orologio, Einaudi, Torino 1989 (1950)

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Fonti cinematografiche
Roma città aperta (1945) di R. Rossellini

Paisà (1946) di R. Rossellini

Il sole sorge ancora (1946) di A. Vergano

Achtung! Banditi! (1955) di C. Lizzani

Il generale Della Rovere (1959) di R. Rossellini

Estate violenta (1959) di V. Zurlini

Tutti a casa (1960) di L. Comencmi

La lunga notte del '43 (1960) di F. Vancini

Tiro al piccione (1961) di G. Montaldo

Un giorno da leoni (1961) di N. Loy

Le quattro giornate di Napoli (1962) di N. Loy

Il terrorista (1963) di G. De Bosio

Il processo di Verona (1963) di C. Lizzani

I sette~fratelli Cervii (1968) di G. Puccini

Corbari (1970) di V. Orsini

Strategia del ragno (1970) di B. Bertolucci

Mussolini, ultimo atto (1974) di C. Lizzani

L’Agnese va a morire (1976) di G. Montaldo

Uomini e no (1980) di V. Orsini

La notte di 5. Lorenzo (1982) di P. e V. Taviani

Notti e nebbie (1984) di M. T. Giordana

Claretta (1984) di P. Squitieri

Il caso Martello (1991) di G. Chiesa

Gangsters (1992) di M. Guglielmi

Porzus (1997) di R. Martinelli

I piccoli maestri (1998) di D. Luchetti

Il parti giano Johnny (2000) di G Chiesa

 

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Fonti documentarie ufficiali
a) Monarchia, governo italiano

Comunicato radio, proclama di V. B. III agli italiani e messaggio di Badoglio (25.7.1943)

Circolare Roatta (26.7.1943)

Proclamazione dell' armistizio (8.9.1943)

b) Partiti antifascisti

Appello agli italiani (25.7.1943)

Appello agli italiani (agosto 1943)

Annuncio della costituzione del CLN (8.9.1943)

Dopo l'8 settembre

a) Regno del Sud, continuità dello Stato

Testo dell'armistizio breve (3.9.1943)

Testo dell'armistizio lungo (29.9.1943)

Manifesto per la chiamata dei volontari nel nuovo esercito italiano (stilato da B. Croce) (10.10.1943)

Dichiarazione di guerra alla Germania (13.10.1943)

Dichiarazione del governo Bonomi (22.6.1944)

Il governo italiano delega il CLNM a rappresentarlo nelle regioni ancora occupate (26.12.1944)

b) CLN, CLNAI, partiti antifascisti

Il CL rivendica la guida del paese (16.10.1943)

Discorso di B. Croce al congresso di Bari dei partiti antifascisti (gennaio 1944)

Ordine del giorno del Congresso di Bari delle correnti antifasciste (28-29.1.1944)

Messaggio agli italiani della Giunta Esecutiva dei partiti antifascisti nel Sud (gennaio 1944)

Dichiarazione del CLN dell'Alta Italia (gennaio 1944)

Risposta del CLN al bando di arruolamento della RSI (febbraio 1944)

Risposta del CLNAI al bando di arruolamento della RSI (14.2.1944)

Annuncio della costituzione ufficiale del CLNAI (3.3.1944)

Costituzione del Comando Generale per l'Italia occupata del Corpo Volontari della Libertà (1.6.1944)

Risposta del CLNAI al Bando Kesserling (23.6.1944)

Funzioni e poteri dei commissari politici nella circolare del CVL (19.7.1944)

Lettera del CLNM al Comando supremo dell'Esercito Italiano e al Comando Alleato in Italia: le formazioni partigiane devono essere parte integrante del nuovo esercito italiano (17.8.1944)

Il CLNAI si candida alla guida del Paese (30.8.1944)

Appello del CLNAI agli italiani (20.9.1944)

Risposta del CLNAI al Proclama Alexander (3.12.1944)

Accordo fra CLNM e Comando Alleato nel Mediterraneo (7.12.1944)

Appello del CVL agli industriali e ai dirigenti (2.2.1945)

Appello del CLNAI all'insurrezione (16.2.1945)

Piano insurrezionale del Comando Piazza Torino (20.2.1945)

Ultimatum del Comitato di Liberazione alle forze armate e ai funzionari della RSI (19.4.1945)

Atto di resa delle truppe tedesche del settore Meinhold (25.4.1945)

Il CLNAI assume i poteri di amministrazione e governo (26.4.1945)

Il CLNM rivendica l'esecuzione di Mussolini (29.4.1945)

c) Fascisti, Repubblica sociale italiana

Dispaccio dell'agenzia Stefani (Mussolini ha ripreso la direzione del fascismo) (16.9.1943)

Appello radiofonico di Mussolini agli italiani da Monaco di Baviera (16.9.1943)

Carta di Verona (novembre 1943)

Bando di arruolamento della RSI (18.2.1944)

Documento dello Stato maggiore dell'Esercito della RSI sulla situazione delle "forze ribelli" (giugno 1944)

d) Forze tedesche

Bando Kesserling (30.7.1944)

e)Alleati

Il proclama Alexander (13.11.1944)

Circolare esplicativa del proclama Alexander (2.12.1944)

Messaggio del generale Clark ai patrioti (5.5.1945)

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Opere sull'occupazione tedesca e le stragi naziste
Lo studioso tedesco L.Klinkhammer (L 'occupazione tedesca in Italia, Bollati-Boringhieri,Torino 1993) ha ricostruito le modalità della presenza della Whermacht nel nostro Paese dopo l'8 settembre, fornendo anche importanti elementi di conoscenza sul ruolo bellico svolto dalla RSI e dalla forze della resistenza (di queste ultime l'autore sottolinea l'importanza non solo politica, ma anche militare).

Sempre L., Klinkhammer Stragi naziste in Italia. La guerra contro i civili (1943-44), Donzelli, Roma 1997, ha tracciato una tipologia dei massacri perpetrati dai tedeschi contro più di diecimila civili italiani (dalle Fosse Ardeatine a Marzabotto), valutando ruolo e responsabilità degli alti comandi della Wehrmacht e delineando il ruolo dell'Italia occupata nel sistema di dominio nazionalsocialista. Su questo tema è anche importante F. Andrae, La Wehrmacht in Italia. La guerra delle forze armate tedesche contro la popolazione civile 1943-1945, Editori Riuniti, Roma 1997.

Una vera e propria" carta geografica della violenza" è fornita dal volume T. Matta ( a cura di), Un percorso della memoria. Guida ai luoghi della violenza nazista e fascista in Jtalia, Electa, Milano 1996 (l'opera, promossa dall'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia contiene una ricca documentazione, fotografica e topografica, su tutte le principali località italiane dove si consumarono eccidi nazi-fascisti nel periodo 1943-45). Scavando in questa direzione, alcuni recenti contributi hanno analizzato in che modo molte comunità locali, colpite da rappresaglie antipartigiane, abbiano finito per elaborare memorie conflittuali e, talora, non sempre integrabili nella memoria 'ufficiale" dell'antifascismo: Leonardo Paggi (a cura di), Storia e memoria di un massacro ordinario, manifestolibri, Roma 1996; 6. Contini, La memoria divisa, Rizzoli, Milano 1997 (entrambi i volumi ricostruiscono la rappresaglia che nel giugno del 1944 colpi, dopo un' azione armata partigiana, Civitella della Chiana e, a partire da quell'evento, giungono a individuare le diverse strategie del lutto e del ricordo, spesso ostili alla resistenza, messe in atto dalla popolazione locale nei decenni successivi); P. Pezzino, Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca, il Mulino, Bologna 1997; M. Battini, P. Pezzino, Guerra ai civili. Occupazione tedesca e politica del massacro. Toscana 1944, Marsilio, Venezia 1997; Leonardo Paggi ( a cura di), La memoria del nazismo nell'Europa di oggi, La Nuova Italia, Firenze 1997 (i saggi compresi nel volume analizzano con quali peculiarità e differenze sia avvenuta, in Italia, Olanda, Francia, Polonia, la rielaborazione della memoria dei crimini nazisti).

La responsabilità dell'individuo in situazioni che determinano la sospensione degli ordinari criteri morali è indagata da T. Todorov, Una tragedia vissuta. Scene di guerra civile, Garzanti, Milano 1995 (il volume prende un esame un episodio avvenuto, nell'estate del 1944, in una cittadina del centro della Francia, quando il sequestro di un gruppo di miliziani locali ad opera della resistenza determinò un'inevitabile rappresaglia). Una riflessione sulla spirale di incrudelimento che anche la guerra partigiana può produrre è contenuta in N. Revelli, Il disperso di Marburg, Einaudi, Torino 1994 (dove, al tempo stesso tuttavia, viene sottolineata l'impossibilità di valutare il significato della violenza al di fùori delle ragioni della contesa). Sul tema del complesso rapporto stragi/rappresaglie, cfr. anche A. Portelli, L 'ordine è già stato eseguito, Donzelli, Roma 1998 (su via Rasella e le Fosse Ardeatine).

Un originale approccio al fenomeno della resistenza europea, teso ad individuare una vera e propria tipologia delle forme non violente di lotta espresse dalla società civile e dalle sue istituzioni, è costituito da J. Sémelin, Senz 'armi di fronte a Hitler, Sonda, Torino 1993 (per un inquadramento della resistenza su scala europea, sono da consultare, H. Michel, La guerra dell'ombra. La Resistenza in Europa, Mursia, Milano 1973; 6. Vaccarino, Storia della Resistenza in Europa, Feltrinelli, Milano 1981).

Sulle complesse radici della violenza popolare e "di folla", non sempre riconducibili a motivazioni politiche e ideologiche, ha insistito 6. Ranzato, Il linciaggio di Carretta. Roma 1944. Violenza politica e ordinaria violenza, il Saggiatore, Milano 1997 (partendo da questo drammatico episodio, l'autore chiama in causa inoltre le responsabilità di un' "epurazione imperfetta", abbandonata più agli impulsi di giustizieri improvvisati che all' opera dei tribunali e dei poteri costituiti).

Sui temi della violenza partigiana all'indomani del 25 aprile, sono anche da consultare M. Dondi, La lunga liberazione, Editori Riuniti, Roma 1999, 6. Oliva, La resa dei conti, Mondadori, Milano 1999

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Laboratorio

 



Introduzione

Questo modulo didattico è stato elaborato negli scorsi mesi dal Dipartimento di Storia del Liceo “Grassi” e discusso con i colleghi degli altri istituti collegati in rete. Un percorso modulare che sta già impegnando, dall’inizio dell’anno scolastico, tutte le classi Quinte del Liceo e che, attraverso l’utilizzo di diverse strategie (lezione frontale, proiezione e discussione di film e di documentari, lettura e analisi critica di documenti ufficiali, testi storiografici, brani narrativi, scritti autobiografici), si propone di far raggiungere agli studenti gli obiettivi sottoelencati.

La II unità didattica che prevede l’organizzazione di incontri dibattito tra studenti e testimoni” è stata realizzata con il sostegno, scientifico e organizzativo, dell’ISREC e in particolare del prof. Paggi e del prof. Sirello, che hanno lavorato in costante, quotidiano confronto con gli insegnanti del Liceo.

Per i temi affrontati, per i relatori invitati, per l’impianto storiografico generale, questo modulo didattico” propone un’interpretazione del biennio 1943-1945 che si discosta, anche in misura notevole, da toni facilmente oleografici o celebrativi. Non la rievocazione, quindi, di un’unanime insurrezione di popolo contro nazisti e fascisti, secondo i canoni che hanno caratterizzato per alcuni decenni la “grande narrazione” resistenziale (e che tra l’altro hanno contribuito ad occultare, in una sorta di assoluzione collettiva, le responsabilità degli italiani nel trionfo e nella permanenza del regime fascista - oltreché nella tacita accettazione del razzismo antisemita). Ma, al contrario, il tentativo di calare la storia del biennio 1943-1945 nella storia della società italiana, colta, al culmine di una guerra civile mondiale, in una drammatica e complessa transizione dalla dittatura alla democrazia.

Un quadro generale in cui può trovare spazio il travaglio, fatto di scelte personali e collettive, di percorsi individuali e familiari, di decisioni contingenti e motivate, che, sullo sfondo di un Paese inquinato da vent’anni di dittatura, investì un’intera generazione. In cui può essere ricostruito, al di fuori di qualsiasi strumentale volontà di pacificazione, l’universo di valori etici, ideologici, politici, contrapposti che divise partigiani e combattenti di Salò. In cui possono trovare riconoscimento anche le ragioni dei vinti della guerra civile, una volta accertato che le ragioni dei vincitori restano salde nella nostra memoria storica e nelle nostre istituzioni. In cui, infine, può trovare inizio una ricognizione più attenta di quella che, seguendo una suggestione di Primo Levi, viene ormai definita “la zona grigia” (ma che richiede di essere ulteriormente scomposta e articolata in una costellazione di comportamenti spesso di non facile interpretazione: il ruolo svolto della Chiesa - vescovi, parroci e “preti giusti”-, la “resistenza non armata”, il “collaborazionismo passivo”).

In tale prospettiva storiografica, s’inquadra anche la proposta metodologica che - fin dal titolo- intende caratterizzare il nostro lavoro: e cioè l’utilizzo didattico delle complesse e delicate interrelazioni che possono stabilirsi fra storia e memoria. Per quanto voci autorevoli (penso ad Annette Wievorka) abbiano ammonito, anche recentemente, a non confondere la carica emotiva del racconto diretto con la conoscenza storica, resta pur vero, infatti, che le memorie individuali e collettive restano una risorsa importante per l’insegnamento della storia del ‘900 (se non altro perché solo per questo secolo si pone la possibilità di un confronto diretto fra storia e memoria). Memorie plurali, spesso divise, talora inconciliate e inconciliabili, che “Il tempo delle scelte” si propone di interrogare, confrontare con altri tipi di fonte e di documentazione, sottoporre al vaglio dell’interpretazione storiografica.

Discutendo con i ventenni di allora, i ventenni di oggi potranno così interrogare le diverse memorie, sottoporle a rielaborazione critica, confrontarle con le conoscenze storiche e storiografiche che hanno acquisito a scuola. Potranno prendere consapevolezza della complessità che caratterizza l’attività della ricerca e dell’interpretazione storica. Ma, soprattutto, potranno sviluppare una riflessione sulle conseguenze etiche e storiche implicite, ieri come oggi, in qualsiasi atto di scelta.

Un richiamo alla responsabilità individuale di ciascuno di noi che consente di stabilire una connessione significativa fra passato e presente, fra le domande di ieri e le domande di oggi, fra la nostra esistenza individuale e i processi storici collettivi, in cui, adesso come cinquant’anni fa, ci troviamo comunque a vivere.

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Finalità e obiettivi

conoscenza essenziale degli avvenimenti italiani e mondiali compresi tra il 1940 e il 1945;

acquisizione critica di alcune categorie interpretative che dominano l’attuale dibattito storiografico e, più in generale, il cosiddetto “uso pubblico della storia” (“morte della patria”, “guerra civile”, “zona grigia”, “resistenza civile”, ecc.);

capacità di distinguere, sul piano epistemologico, fra storia e memoria, giudizio individuale e giudizio storico, tempo vissuto e tempo storiografico;

capacità di distinguere, sul piano filosofico e storico, fra etica della convinzione ed etica della responsabilità.

obiettivi cognitivi

possedere informazioni
¨comprendere: ricavare i concetti essenziali da un documento;
tradurre il discorso da un linguaggio all’altro senza perdite semantiche;
¨analizzare e sintetizzare: stabilire le relazioni intercorrenti tra le parole chiave;
generalizzare le informazioni dei documenti in parole chiave;
definire concettualmente il significato del modello elaborato;
confrontare modelli interpretativi dello stesso genere ma riferiti a fenomeni diversi;
riconoscere chiaramente il carattere intenzionale della fonte;
rielaborare il modello realizzato alla luce di nuove interpretazioni

competenze relazionali

lavorare produttivamente in gruppo;

organizzare autonomamente il lavoro;

ascoltare le considerazioni dei propri compagni di classe;

valutare il lavoro dei propri compagni di classe;

essere consapevole della qualità del proprio lavoro;

comprendere l’importanza di comunicare ad altri il proprio lavoro;


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articolazione sintetica del modulo
I Unità
  • conoscenza degli eventi storici dal 1939 al 1943
  • lezioni frontali
  • proiezione di film e documentari con scheda di analisi
  • test di verifica
II Unità
  • accesso a testimonianze orali di protagonisti degli eventi seguenti l'8 settembre 1943
  • discussione e analisi delle testimonianze orali
  • prima sintesi relativa alle motivazioni sottese alle diverse scelte operate
III Unità
  • analisi di testimonianze scritte attraverso una scheda appositamente predisposta
  • elaborazione di sintesi individuali vertenti a comprendere la tipologia dei protagonisti, le motivazioni delle loro scelte, gli eventi che hanno avuto una parte importante nella scelta compiuta
  • gli elaborati degli studenti forniscono anche il materiale di verifica del lavoro fin qui svolto
IV Unità
  • conoscenza degli eventi storici dal 1943 al 1945
  • lezioni frontali
  • test di verifica
V Unità
  • dalla memoria alla storia: lettura e analisi di brani storiografici
  • tematizzazione di alcune categorie storiografiche fondamentali relative al periodo storico studiato: “morte della patria”, “guerra civile”, “zona grigia”, “resistenza civile”ecc.
  • test di verifica
  • raccolta e pubblicazione degli elaborati degli studenti e dei brani usati per il lavoro


Questo volume racchiude una parte del lavoro che alunni e docenti del Liceo hanno svolto nell'anno 2000-2001 sul tema "storia e memoria della Resistenza e della guerra civile" Un percoerso didattico che ha impegnato per alcuni mesi le classi quinte del nostro istituto e che, grazie alla collaborazione dell'ISREC di savona, ha potuto utilizzare molteplici, diversificate srtrategie: da quelle più "calde" a forte impatto emotivo (l'incontro diretto con testimoni e protagonisti), a quelle più tradizionali e, in un certo senso, "mediate" (lezione frontale, proiezione discussione di film e di documentari lettura e anlisi critica di documenti ufficiali, testi storiografici, testi narrativi, testi autobiografici)

Nel laboratorio del liceo sono ancora disponibili alcune copie del libro le scuole che lo volessero ricevere ci contattino:

 

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Liceo Scientifico Statale "O. Grassi"Savona