Aurich e´una
piccola città situata nel nord della Germania più precisamente
nella regione della Estfrisia a pochi chilometri dal Mare del Nord.
Ci sono circa 42000 abitanti. Il clima e´in genere freddo e piovoso ma,
stranamente, durante questa settimana, e´stato caldo e soleggiato. Speriamo
che coloro che andranno ad Aurich possano avere la stessa fortuna.
Per quanto
riguarda le principali tradizioni di Aurich dovete sapere che il thè è una
bevanda molto consumata, il “Plattdütsch” e´un
dialetto particolare parlato dalla popolazione del luogo e per i turisti
e´molto difficile da comprendere. Gli sport tipici del luogo
sono il Boßeln il quale ha regole complicate ma l´idea
fondamentale e´che ci sono due squadre che devono colpire una
palla particolare, mandarla il più lontano possibile con il
minor numero di colpi. Un altro sport e´il “Klootschiessen” ma
e´meno popolare del primo.
Un importante
fonte di economia per il luogo e´il complesso del WIMA dove si
producono componenti elettrici. Aurich e´il centro di produzione
dell´energia alternativa. Circa il 70% dell´energia consumata
in quest´area viene rigenerata. “Enercon” e´la
terza più grande compagnia produttrice di energia eolica e solare.
In Estfrisia si possono fare molte cose. Una di queste e´andare
in bici; ciò e´facilitato dal fatto che il territorio
e´molto pianeggiante e ci sono circa 3500 Km di piste ciclabili.
Ci sono negozi dove si possono affittare biciclette e canoe per visitare
la costa.
Il Liceo
Ulricianum di Aurich e´la scuola più grande della regione.
E´composta da più edifici risalenti al !600 e ospita circa
2000 ragazzi, a partire dalla scuola elementare fino a quella superiore.
Il Bahanum e´uno dei complesso di questa scuola, e´l´aula
computer. Poi nel resto della scuola ci sono molti laboratori, grandi
palestre, la mensa, una biblioteca per I bambini e una per I ragazzi
più grandi.
Brema e´il cuore pulsante della Germania Nord-Occidnentale e patria dei
Musicanti famosi in tutto il Mondo. Vale la pena visitare questa città con
oltre 1200 anni di storia alle spalle.
Icone di Brema:
• la Rathaus (il Municipio) in stile rinascimentale ;
• la statua di Rolando (Orlando, dichiarata dall´UNESCO patrimonio
dell´umanità dal 2004) nella piazza del Mercato ;
• lo Schnoor, il più antico quartiere cittadino ;
• I Musicanti di Brema, celebri protagonisti dell’ omonima favola
dei Fratelli Grimm;
I Quattro
animali, l´Asino, il Cane, il Gatto e il Gallo erano stati cacciati
dai rispettivi padroni poichè questi ultimi pensavano che fossero
inutili e senza particolari qualità. Cosi vanno via e si ritrovano
tutti e quattro in una casa vicina a Brema abitata da briganti. Dopo
varie vicissitudini I briganti fuggono dall´abitazione. Cosa
ottengono I Quattro Animali?!..Be ottengono una casa per loro, del
cibo e ogni tanto andavano a Brema a cantare poichè questo era
il loro più grande desiderio. La tradizione vuole che quando
ci si trova di fronte alla statua dei Musicanti, si debba afferrare
con entrambe le mani le zampe anteriori dell´asino, chiudere
gli occhi ed esprimere un desiderio senza rivelarlo ad altre persone
sennò non si avvera. Fate attenzione: non afferrate le zampe
dell´asino con una sola mano altrimenti si dice che sono due
asini che si danno la mano!!!!!
Questa e´la
famosa Statua di Rolando ( = Orlando, il Paladino di Carlo Magno).
E´uno dei simboli più importanti di Brema e si dice che
fino a che questa Statua rimarrà in piedi allora Brema sarà forte
e potente. Se si guarda più da vicino, si può notare
che ai piedi di Rolando ci sono le braccia e la testa di un uomo. Ci
sono varie interpretazioni pittoresche ma questa che vi andrò a
raccontare e´forse la più rappresentativa.
Il Municipio,
detto “ Rhataus“, e´un edificio imponente in stile
Rinascimentale e´la Sede del Presidente del Senato e del Sindaco.
Si trova nella Piazza del Mercato di fronte alla statua di Rolando.
E´stata decorata da un famoso architetto chiamato Lüder
Bentheim il quale ha aggiunto le decorazioni in occasione di una visita
da parte della Regina di Inghilterra.
Su una delle pareti laterali si possono notare diverse statue: la prima sulla
sinistra probabilmente rappresenta Carlo Magno(personaggio importante perché ha
portato il Cristianesimo in Europa) con uno scettro e un Mondo in mano,
simbolo della sua potenza.
Fortunatamente, durante I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Municipio
non e´stato colpito a differenza del 60% della città che invece
e´stato distrutto! Destino forse?!?!
C´era
una volta una dama di nome Matilde che voleva donare alla città di
Brema delle terre di sua proprietà. Disse che avrebbe donato
un numero di terre pari ai chilometri che un uomo sarebbe riuscito
a percorrere in un giorno. Il nipote pensò che la nonna fosse
uscita di senno ma comunque le portò l’ uomo che avrebbe
dovuto compiere quel lavoro solo che era storpio e non aveva le gambe.
E´ riuscito a percorrere una lunga distanza solo con la forza
delle proprie braccia. Divenne un eroe poichè con una grande
forza di volontà riuscì a donare a Brema una grande quantità di
terre.
(La Via
dove viveva Ludwig Hag…Per capirci, quello che ha inventato il
Caffè Hag)
La città può essere
definita Verde, non solo perché è il colore scelto per
il loro marchio da due gioielli dei cittadini, la squadra di calcio
del Werder Brema e la fabbrica di Birra tradizionale Beck&Co. La
città affascina soprattutto anche per le sue rigogliose aree
Verdi, i parchi e I giardini.
Si è conclusa
con successo la prima parte dello scambio culturale fra il Liceo “O.Grassi” di
Savona ed il prestigioso liceo Ulricianum di Aurich, ridente città nel
nord- ovest della Germania vicino a Brema.
L’esperienza è risultata estremamente positiva sotto il profilo
culturale, didattico e formativo ed ha visto gli studenti italiani e tedeschi
lavorare in modo armonioso e cooperativo ad un progetto creativo che ha avuto
come punto di partenza lo studio e l’analisi di testi inglesi (Shakespeare)
e latini (Ovidio, Catullo).
Un questionario di valutazione somministrato agli studenti per avere un feed
back sulle attività svolte finora, ha dimostrato che lo scambio culturale è un’opportunità unica
per aumentare la consapevolezza di una cittadinanza europea fra le giovani
generazioni; si è rivelata inoltre una occasione stimolante per usare
la lingua inglese in modo naturale, migliorando le individuali competenze.
Infine, quello che sicuramente rimarrà come ricordo indelebile sono
gli incontri, i rapporti umani, i momenti trascorsi insieme; così come
rimarranno le nuove amicizie la cui durata andrà ben oltre il breve
periodo temporale dello scambio che si concluderà con la settimana in
Germania dal 19 al 26 aprile 2009.
Si ringraziano la Dirigente, tutti i colleghi, il personale amministrativo
e i collaboratori scolastici che, a vario titolo, hanno collaborato o sostenuto
il progetto.
Ecco
le foto e alcuni lavori multimediali in lingua inglese e in latino
svolti dagli alunni italiani insieme a quelli tedeschi durante il
loro
soggiorno
ad Aurich
Leon Fritsch
Cesare Beltrame
Kim Claassen
Arbjon Cereci
Roberta Torcaso
hanno realizzato una presentazione dal titolo Teen Shakespeare
( attendi qualche secondo per il caricamento)
Sandra Shalakhova, Giulia Ferrara, Lin Zhiwei,
Tim Ollmann, Malte Schoon
hanno realizzato questa presentazione
( attendi qualche secondo per il caricamento)
il
diario della settimana ad Aurich. di Andrea
Tessitore
classe 3^D
Giorno 0
Domenica 19
Piazza del Popolo
3:30, i nostri eroi si riuniscono a quest’ora ingrata, maledicendo
.
Alcuni ne vengono da una notte in bianco, altri da una dormita impunemente
interrotta.
Tutti in autobus, a quest’ora ingrata.
Il viaggio comincia chiassosamente e si spegne nella dimensione onirica,
per arrivare alle porte di Bergamo alle prime luci.
Se il buon giorno si vede dal mattino, allora questo non sarà un
bel
viaggio, in tutti i sensi: oltre al fatto che effettivamente le nubi
promettono pioggia, già abbiamo problemi all’imbarco.
Uno di noi ha infatti portato con se una sostanza che a detta degli
aeroportuali può essere trasformata in una micidiale bomba: olio
extravergine d’olive taggiasche.
Risolto il misfatto con una salata multa, si vola nelle terre del nord.
Sorge un interrogativo: è il mattino di Bergamo che starà a
previsone
dell’avventura, o quello assolato di Brema? Speranze a parte, facciamo
conoscenza coi nostri ospiti: ci hanno aspettato al di fuori del
Gymnasium, ed ora ognuno di noi è portato, dopo pranzo, alla propria “casa
per una settiamana””.
Nel pomeriggio, dopo aver organizzato i nostri bagagli, ci avviamo
a
perlustrare Aurcih in piccoli gruppi, scoprendola poco affollata ma
decisamente estesa.
Il ritorno a casa è al calare del sole; finalmente un meritato
riposo.
Giorno 1
Lunedì 20
Gymnasium Ulricianum
7:40, tutti nell’atrio della scuola ci raccontiamo i travagliati
viaggi
per raggiungerlo: c’è chi si muove a piedi, chi sugli autobus
e saluta
ogni alemanno o alemanna che vede, e chi invece gli tocca una mezz’ora
di
bicicletta in mezzo al gelo frisiano.
Conosciamo l’headmaster, uomo barbuto e discretamente carismatico,
ma
soprattutto il Bahnanum, un edificio del complesso scolastico così
chiamato per il suo colore sfacciato.
È
amore a prima vista: la colazione a base di colossali dolciumi dall’alto
contenuto calorico ma dal basso prezzo sarà già sufficiente
a farcelo
rimpiangere ogni qual volta ci serviremo al bar del nostro Grassi, benché
la manna si trovi ai piani superiori: straripano di computer, così
numerosi e insieme così moderni e potenti da risultere incredibili
ai
nostri occhi, a abituati, per quanto riguarda il digitale, ai binomi “poco
ma buono” o “tanto e malfunzionante”.
Ma ecco che iniziamo il giro turistico: sono i nostri stessi ospiti a
guidarci, per mostrarci la scuola (che ha le proporzioni di un
supermercato e la disciplinata bellezza di un college inglese) e la città,
che ha qualcosa di decisamente surreale ai nostri occhi(tanto che molti
pensiamo di trovarci in realtà a Disneyland).
Gli Italiani non mancano di farsi riconoscere e assurgere alla fama
all’interno della scuola: un folto gruppo di essi è colto
in flagrante
nell’aspirare i fumi del tabacco nel bel mezzo del cortile, rompendo
uno
dei veti dell’edificio.
Spengono le cicche alla chetichella, desiderando il possesso di zappe
per
potersi scavare una fossa e sprofondare.
La serata è la prima di una lunga serie, e si conclude con
l’individuazione di due locali che si prestano a bevute di gruppo.
Giorno 2
Martedì 21
Gymasium Ulricianum
(ancora) 7:40, ancora nell’atrio a raccontarci altri particolari
sui
nostri ospiti, ora che il ghiaccio si è rotto (e qualcuno, come
il
sottoscritto, ha anche frantumato un bicchiere). Le energie sono state
riprese, e la birra del giorno prima ha sicuramente dato il suo apporto
nel migliorare l’attitudine al sonno di tutti.
La tabella di marcia vuole che si lavori in gruppo per concorrere a creare
un youth magazine, e gli implacabili insegnanti ci impediscono di fingere
solamente di fare ciò.
Con una pausa per il pranzo, il lavoro prosegue fino al primo pomeriggio,
quando riceviamo l’insperata libertà.
Con le viscere strette dai morsi della fame, corriamo in centro per
trovare qualcosa da mettere sotto i denti.
È quindi quasi un caso del destino che ci porta nel luogo di Aurich che
più si insinuerà a fondo nei nostri ricordi e in quelli
dei nostri ospiti
a proposito di questa esperienza: il Michelangelo, un bar-ristorante
gestito da mediorientali e turchi sedicenti italiani, in possesso di
un
lessico capace di ingannare chiunque forchè un verace figlio di
Dante.
Vedendosi scoperti, sanno subito guadagnarsi i nostri favori con…piccoli
strappi alle regole.
La giornata si conclude al bowling, tra un calo di zuccheri del
sottoscritto, una tedesca con un particolare talento nei lanciare la
boccia con violenza e spettacolari tiri ad effetto.
Il tutto è offerto da Mr Achim, la cui gentilezza è probabilmente
proporzionale alla quantità di barba.
Giorno 3
Mercoledì 22
Gita a Brema
8:15, stazione degli autobus, si aspetta uno di tali mezzi perché ci
porti
alla stazione ferroviaria più vicina. Gli italiani, “caciarosi” come
sempre, ingannano l’attesa cantando.
La reazione degli ospiti è effettivamente seccata, e ancora una
volta si
sente la necessità di quelle pale e di quelle belle fosse.
Si raggiungono i cancelli della libera città anseatica, dove a
forza di
fantasticare su borgomastri una di noi viene privata dell’intero
patrimonio liquido da uno scippo da stazione.
Ci accoglie una guida fiorentina, che sa catturare la nostra attenzione
come nessuna delle guide italiane di quando i nostri ospiti furono da
noi
fu capace.
A metà della mattinata, evento cardine dell’intero viaggio,
che
influenzerà una catena di sconsiderate azioni: nel bel mezzo della
piazza
un predicatore abbigliato con macabri capi in pelle nera sbraita in un
dialetto incomprensibile profezie alla Nostradamus e predicozzi degni
di
Savonarola.
Diretta conseguenza di ciò è che, quando veniamo lasciati
liberi per il
pranzo e il primo pomeriggio, una consistente percentuale di noi, sotto
l’influenza del demonio, si procura una risma di pittoreschi copricapo
tanto in voga nei primi anni del ‘900 che fanno la loro parte nel
consolidare la fama da poco ottenuta, e nel renderci ancora più visbili.
Si torna a casa nella stanchezza generale, eppure alcuni “Die Hard”
riescono persino a trovare le forze per un uscita serale.
Giorno 4
Giovedì 23
Gymnasium Ulricianum
Sono le…indovinato! Sette e quaranta!...e ai nostri prodi tocca
un'altra
giornata di lavoro ai teen magazine. Ma l’influsso del predicatore
di
Brema si fa di nuovo sentire: in ogni momento libero si corre alle
altalene dei giardinetti interni alla scuola, sfruttandole come armi
in un
crescendo di violenza e sete di sangue che diventa famoso come il Last
Man
Game.
Placati e sfogati in tal modo i bollori, si assiste alla proiezione di
un
film in lingu inglese, Juno, storia di una ragazzina che, a 15 anni,
si
ritrova a dare la luce a un figlio.
Il film è piuttosto coinvolgente e non mancano i momenti di ilarità,
ma
butta una certa malinconia addosso.
Come cacciarla? La cena tutti insieme fa la sua parte, ma il lavoro grosso
lo fa la serata al Michelangelo, una formula sicura e già testata.
Giorno 5
Venerdì 24
IL GRANDE GIORNO
Gita sulla costa
7 e….50 eheheh fregati tutti eheh!! alla fermata dell’autobus:
noi
italiani partiamo per raggiungere la vicina costa e fare le presentazioni
col mare del nord. Purtroppo i nostri teutoni non possono seguirci, gli
impegni scolastici li trattengono come una morsa.
Ci accompagna mr Achim, dio abbia in gloria la sua barba, e dopo poche
ore
di viaggio possimo ammirare lo spettacolo della bassa marea, qualcosa
che,
insieme al territorio completamente pianeggiante, è assolutamente
nuovo ai
nostri occhi.
Come sempre, il predicatore infila il suo zampino: questa volta i suoi
subdoli demoni spingono alcuni di noi a acquistare, come souvenir del
mare
del nord, un “tipico” bastone africano in finto ebano tarlato
(che non
manca di frantumarsi nel giro di una mezz’ora), mentre altri addirutura
nel mare del nord fanno il bagno, rischiando una morte per assideramento
e
ritrovandosi gli arti aggrediti da misteriose creature marine.
Il pranzo poi, è per alcuni a base di toast all’ananas,
fatto che scuote
ulteriormente la sanità mentale (e gli intestini) di costoro.
Sulla via del ritorno osserviamo la torre di Suurhusen, che nulla ha
da
invidiare alla torre di Pisa per quanto riguarda l’inclinazione
(sempre
che un inclinazione sia invidiabile per un edificio, ma soprattutto che
un
edificio possa invidiare qualcosa).
Inoltre, nella tappa alla torbiera di Moordorf, constatiamo che degli
europei hanno vissuto in capanne che più che tali erano caverne
fino agli
anni ’20 del ‘900.
Tutti al Dini’s
Dopo il ritorno a casa, non c’è un attimo di tregua: tutti
in fermento per
l’”infighettamento” generale appositamente curato per
la serata al Dini’s,
la disco di Aurich.
Questa si conclude come uno dei momenti più belli e divertenti
dell’intera
vacanza, in cui inoltre abbiamo modo di conoscere ragazzi che non
appartengano al solo Gymnasium.
Si taccia tuttavia degli innumerevoli insuccessi col gentil sesso da
parte
dei maschi italiani: di dieci che erano, solo uno “cuccò”,
mentre il
numero totale di “picche” si aggirò attorno alle trenta.
Giorni 6 e 7
Sabato 25 / Domenica 26
Resa dei conti
Sveglia tardi per i nostri eroi, a cui è concesso un sabato mattina
di
tregua.
Malgrado piccoli disguidi con gli ospiti, che montano giustamente su
tutte
le furie quando gli italiani, persa la cognizione del tempo, mancano
all’ora di pranzo, si sente nell’aria un atmosfera triste
e malinconica,
per l’imminente partenza e la fine di tutto.
Al pomeriggio, proiezione delle foto scattate da tedeschi e italiani
nelle
due settimane di scambio, che ha il risultato di far addensare la suddetta
atmosfera, causando esplosioni di commozione generale.
I tedeschi ci offrono quindi una colossale e gustosa merenda-cena (durante
la quale alcuni hardcore italiani cercano di nutrirsi unicamente di pasta
fredda) chiusa da una colossale torta preparata da un pasticciere
vietnamita che, se è stato l’artefice di tale capolavoro,
allora coi dolci
ci sa veramente fare.
Infine, un ultimo saluto al Michelangelo e ai suoi gestori selgiuchidi,
in
cui italiani e tedeschi si scambiani discorsi pregni di malinconia e
pathos.
E, tutti usciti, per chi non va a dormire resta un delirio collettivo
coi
computer del Bahnanum e negli oscuri dintorni, da mezzanotte fino alle
tre
di mattina.
Infine, ecco l’autobus, ecco gli ultimi stanchi addii.
Salutata con la mano la Germania, sicuri che il buongiorno del primo
giorno fosse quello trovato a Brema, si torna nella per niente assolata
italia, che è praticamente sotto un alluvione.
Ciao Aurich!
Sabrina Guastavino, 3 A,
racconta la sua esperienza
con la scuola tedesca a savona
La
settimana dal 16 al 22 marzo, nella quale è avvenuto lo scambio culturale, è stata
una settimana un po’ diversa dove sono state organizzate molte attività.
Ora mi trasformerò nella guida turistica della settimana appena
trascorsa per raccontare ciò che abbiamo fatto e visto nelle attività organizzate
fuori dalla scuola; non sarà molto difficile immedesimarmi in una
persona che fa come mestiere questo lavoro, in quanto proprio il primo
giorno di questa ''avventura'', lunedì 16 marzo, siamo stati proprio
noi ragazzi italiani a portare in giro per Savona i ragazzi tedeschi, mostrando
e illustrando loro le bellezze della nostra città tramite un
gioco, simile ad una caccia al tesoro.
Scarpe comode e tanta voglia di catturare l'attenzione dei ragazzi!
Ed ecco formarsi otto gruppi pronti per iniziare il gioco.
Insieme abbiamo visitato Via Pia, strada molto antica, ora molto trafficata
in quanto ci sono tanti negozi; la torre del Brandale detta anche Campanassa
e il porto detto anche Darsena; il Priamar, fortezza storica in quanto
costruita nella metà del '500 che venne utilizzata in diversi modi
durante la sua esistenza e, ahimè, anche come prigione; l'ospedale
vecchio che abbiamo riscontrato essere chiuso da 6617giorni; Piazza Mameli
dedicata ai caduti della 1^Guerra Mondiale che mantiene una tradizione
seconda a nessuna piazza d'Italia: ogni giorno, alle sei del pomeriggio,
il suono di una campana ci ricorda le vittime e, in questa occasione, tutti
i veicoli e i pedoni sono tenuti a fermarsi e ricordare e infine ricordiamo
Piazza Diaz sovrastata dalla figura del Teatro Chiabrera risalente alla
metà dell'Ottocento dedicato all'uomo dall'ononimo nome.
Ma come dimenticare poi, prima di questo giro in città, la visita
alla Cappella Sistina che, con le sue caratteristiche stilistiche particolari,accompagna
la struttura del Duomo di Savona.
Martedì 17 marzo siamo partiti alle 8 e 20 dalla stazione di Savona
per andare a Genova, siamo scesi alla stazione di Principe e abbiamo intrapreso
un tour attraverso la città iniziando dal Palazzo Reale dove
viveva una nobile famiglia; ci siamo soffermati in Via Balbi e soprattutto
abbiamo
notato i tipici caruggi di Genova, definiti un tempo come ''le strade
dei poveri'', i negozi e i prodotti tipici.
Importante il Duomo della città e Piazza De Ferraris, imperdibile
per tutti coloro che visitano la città e pittoresca per la sua
grande fontana.
Ed eccoci pronti ad invadere Via XX Settembre, famosa ormai per lo shopping,
e a farci strada tra i passanti; infine il porto con i suoi pescatori tipici
che vendono il pesce ancora fresco di mare, appena pescato.
Venerdì 20 marzo nuova gita in programma: Lerici –Porto
Venere - Luni.
Prima tappa: Porto Venere. A cosa associate questa cittadina? Direi a un
grandissimo castello che abbiamo esplorato e inoltre abbiamo potuto godere
di un fantastico paesaggio marino dove ci si incantava a osservarlo.
Seconda tappa: Lerici. Abbiamo ammirato il paesaggio e fatto una sosta
per il pranzo.
Terza e ultima tappa: Luni. Possiamo definirla una città in ricordo
dei tempi dei Romani, in quanto il suo territorio è ricco di reperti
di quel tempo. Addirittura, anni prima, fu scambiato il tempo Capitolino
con un altro e così scavarono davanti a questo alla ricerca
del foro, poi, pochi anni dopo, hanno scoperto che il tempio di Giove
era
un altro e scavando hanno trovato il vero foro. Le due strade principali
erano
Cardo e Decumano.
Ricostruendo la vita dei Romani ricordiamo che andavano nelle taverne,
curavano il proprio corpo, recandosi alle terme, infatti si possono
vedere le fondamenta di queste tra cui ricordiamo le vasche del frigidarium
e del calidarium, notiamo che le case dei ricchi avevano particolari
pavimenti,
le terre venivano coltivate da servi e il grano veniva poi depositato
in luoghi dove c'erano piccole vasche circolari. I Romani amavano divertirsi
e costruirono anfiteatri, di cui di uno è possibile vederne
i resti, in quanto le parti di legno si sono perse.
Come ben sapete questi argomenti li avete studiati in prima superiore
ma in questa occasione si possono vedere dal vivo i resti di questi
edifici, vissuti per anni, che sono la dimostrazione delle capacità tecniche
dei Romani, abili ingegneri e artefici di un sistema fogniario chiamato
Cloaca.
E' straordinario poter ammirare edifici così antichi, ancora intatti,
quando dopo pochi anni siamo costretti a restaurare le facciate delle nostre
case che hanno poco più di vent'anni.
Ed infine in un museo i busti di grandi condottieri romani.
Così finisce il nostro viaggio...
Saluti a tutti! E' stato un piacere condurvi in questa breve ma intensa "avventura"!
Alla prossima.
Camilla
Barberis, 3^A , racconta sua sua esperienza in Germania
TESTO ITALIANO
Non mi sarei mai aspettata di trovare un paesino cosi´carino nel
cuore della Germania, sempre descritta come un Paese freddo sia dal punto
di vista metereologico che sociale (si dice che i nordici, tedeschi,
inglesi ecc siano cosi´freddi nei rapporti con parenti e amici).
E invece cosa vedo appena arrivo? Un gigantesco cartellone con su scritto “BENVENUTO
ITALIANI”; tralasciando la grammatica non del tutto corretta, che
bel pensiero! E sotto di esso vedo Alide, la ragazza che ho ospitato
durante il suo soggiorno in Italia, e la sua amica Christina. Subito
mi viene incontro e mi presenta i suoi genitori, due persone molto alte,
occhi azzurri e capelli grigio-biondi e insieme andiamo a casa, in macchina.
Attraversando il piccolo paesino mi rendo subiti conto di quanto esso
sia speciale; piccole cassette colorate si alternano in viali verdi e
colorati dai fiori primaverili e uno caldo sole splende sul canale, uno
dei tanti creati dai tedeschi, dove circolano solo piccole barche a remi
e pedalo´.
Le strade sembrano pero´ deserte a scapito dei marciapiedi dove
circolano un sacco di biciclette; Alide mi spiega infatti che qui la
gente preferisce muoversi in bici che a piedi ma specialmente le macchine
sono solo usate per le "grandi distanze". Il risultato e´ un
aria limpida, non una nuvola di smog a disturbare il cielo azzurro. L´atmosfera
e´a dir poco paradisiaca!
Arriavata a casa vengo subito accolta dalla visione di un gigantesco
albero di ciliegio in fiore che nasconde una piccolo casetta a due piani
con il tetto in mattoni e un sacco di piccolo finestrelle.
Senza annoiare con altre descrizioni del stupendo paesaggio che mi
circondava cerchero´ ora di dedicarmi piu´ al programma svolto. In particolare
il primo giorno e´ stato il piu´
emozionante; infatti abbiamo visitato la scuola che e´ veramente
enorme: cinque edifici in un complesso verde e accogliente, alcuni piu´ recenti
(come l´edificio centrale) e altri decisamente piu´ antichi
(come la struttura dove hanno luogo le lezioni di Arte). Ma l´edificio
piu´ singolare e´ di sicuro il Bananum dove troviamo al pian
terreno la caffetteria, dove I ragazzi si recano due volte nell’arco
della giornata scolastica per i due intervalli a loro concessi, mentre
ai piani superiori sono collocate due aule per i computer. Questo edificio
e’ chiamato Bananum dagli studenti per il colore giallo che lo
caratterizza.
Per quanto concerne Aurich, invece, la caratteristica che piu’ mi
ha stupito e’ che anche se si tratta di un un piccolo centro
con piccolo cassette con arrampicanti e fiori le vie del centro traboccano
di negozi, anche marchi noti.
Si dice che il cibo tedesco sia totalmente disgustoso e immangiabile?
Non e’ vero. Anzi, sono rimasta abbastanza stupita di aver trovato,
al mio arrivo, il padre a cucinare una stupenda pietanza, carne con un
sughetto da “leccarsi I baffi”! E il giorno dopo? Bratwurst!
Un panino con una salsiccia tipica di qui. Certo, non sara’ molto
salutare come il piatto di verdure della nonna ma comunque molto squisito.
Unica differenza e’ la cena; infati qui non esiste un pasto serale
vero e proprio, piu’ che altro si va’ avanti a stuzzichini
per tutta la serata.
In breve ho avuto un’ottima impressione di Aurich e dei tedeschi
in generale, gente disponibile, molto pratica e con uno spiccato senso
civile. E anche se casa e’ pur sempre casa anche qui non e’ male.
SAVONA/AURICH EXCHANGE: ENGLISH TEXT
I would have never expected to find such a nice place here! I mean:
no cars only bike, green spaces everywhere, a lot of flowers in
every
corner that you see and a fantastic sun!! where am I? ...Aurich, in
Est Frisia, in North Germany! And what about the people? They´re
nicer than the place, if that is possible.
When I got off the bus that took me from Brema airport to Aurich, the
first thing that I saw was a big coloured poster that said “BENVENUTO
ITALIANI”. A part from the grammar not totally correct but what
a nice thought! And who was under it? ...Alide! The girl that I hosted
in Italy and that was going to host me here in Germany. There I met her
family but not everybody, only her mother and her father because, she
told me, her brothers and sisters were at the University or at studying
for their final exams.
They took me home and I saw a canal with a lot of green spaces all around
but there weren´t any boats on the water or cars on the road..
It´s fantastic, NO POLLUTION!
When we went in the house the first thing that I saw was a big cherry
tree with fantastic pink flowers and behind it a little house with two
floors and little pretty windows. I came in and I saw the oven where
delicious dish was cooking: I knew that it was delicious because of the
fantastic smell that came out it but I was certain of this when I tried
it: chiken meat with an exquisite sauce.
After lunch we (Alide and I) went (absolutely by bike because you must
know that the fantastic thing in this place is that everybody uses bike
as possible as they can) to meet her other friends and their Italian
host. We went down the canal for a little tour with strange type of boats
that we generally use at sea but here, sine the coast is 30kms away ,
they use them in the lot of the artificials canals that they have… Have
you guess? It´s pedalo. We had a great time and after we went to
see some our friend playing football in one of the free fields here.
The day after we went in the scholl. It´s very very big and Alide
told me that for her, that has frequented this school since nearly eleven
years by now, it´s very hard sometimes to find your classroom.
In fact she told me that when the lesson stop the students have to change
room and they have probably to move to another building because the school
is composed by five buildings: the principal one is the new, with five
floors and that is as big as our Coop´s biuliding; the Art´s
building, an old structure with three floors, the Music´s building,
a very long structure with only one floor, the “Containers” the
last buildings that have been edificated. Alide told me that the students
hate it because they really are like some containers and the lesson here
are very hard because of the temperature. Too cold in winter and too
hot in summer. And finally we have the “Bananum” called in
this way because of its yellow colour. It´s like a tower and here
in the first floor we have the bar and then in the other two floors the
computer´s rooms (where I am now).
I don´t want to bore you so I won´t tell you about the shopping
in the centre if Aurich with the lot of shops (there´s also H&M!!!)
or the fantastic ice-cream made in Venezia´s coffee . Even if Aurich
is a little village there are a lot of shop and three times a week there
are the open market in the centre and it´s very nice because here
you can find some tipical vegetable or food or some cute things to buy
for your friends.
In the end Aurich is a very pretty place, I couldn´t image to find
something similar!
al bowling
Chierchia
Gregorio
classe 3^D
Se questo fosse un dialogo di un film d'azione, sarebbe il monologo
del
cattivo.
Quello in
cui l'eroe è legato
a qualche palo e si deve sorbire tutto lo
sproloquio del dottor destino di turno.
Adesso io sono il malvagio e voi siete costretti a sentirvi la storia
dello scambio in Germania.
La partenza
non è stata
delle migliori: le 3 e mezza in piazza del Popolo,
e a seguire 4 orette buone per raggiungere una Bergamo grigia e piovosa,
il tutto contornato da simpatici coretti da stadio dei compagni fin troppo
eccitati dalla prospettiva, che hanno berciato fino al collasso.
Per non parlare della colazione a base di arancie artificiali e qualcosa
che lontanamente assomigliava a una brioche (legnosa) e un cappuccino
(indefinibile)
Adesso,
dato che anche il monologo dei cattivi è scandito dal
ticchettio
dell'enorme bomba caricata con qualche "cavolo un virus fortissimo",
mi
limiterò a fare una somma veloce di quello che è stato
tutto lo scambio,
senza fermarmi a pensare a vari cibi disgustosi (costante del viaggio).Fra predicatori, toast hawaii (la nuova frontiera della nouvelle cousine,
prosciutto con un ottimo e rinfrescante ananasso), bastoni africani e
bagni nel mare del nord infestato di mortali scogli, è stata una
esperienza di proporzioni odisseiche (sempre che sta parola esista).
Fra italiani
e tedeschi di è instaurato quel rapporto che solo
chi ècostretto ad utilizzare una lingua che gli è familiare
come le leggi di
Avogadro riesce a costruire.
Così,
i vari svarioni grammaticali e non, le mani sanguinanti del
truculento tecnico dell'ascensore hanno potuto
più che qualsiasi
gita
sulla costa.
Dunque lo
scambio si può definire certamente ottimo, perchè per
nienteartificiale e riuscito benissimo nel suo intento di portare un
pò di
Italia ad Aurich, e lasciare in tutti i nostri cuori un frammento di
Bahnanum (ovvero la fortezza dei nerd, il fantomatico giallo edificio
dal
nome dubbio dove avremmo dovuto condurre un lavoro di equipe su un teen
magazine basato su Catullo e Shakespeare,a voi le debite conclusioni).
Ora
passiammo alla parte gossip: la fama di belli tipica degli italiani è
stata distrutta in pochi momenti dalla larghezza delle spalle dei virili
tedeschi presenti in discoteca. Tutto questo è stato però edulcorato
da
rassicuranti commenti quali: "ma a me le bionde non sono mai piaciute" ed
altre frasi di circostanza che in quel momento sembravano tanto sensate.L'alunno
Cesare Beltrame ha però sfidato la sorte ottenendo nei
secoli il
titolo di "beccione d'oro". Con uomini e donne, fra cui anche
il
sottoscritto. Ciao Cesare, vedi che ti ho citato!
In conclusione, se lo scopo dello scambio era quello di: mangiare italiano
in ristoranti gestiti da turchi nell'estfrisia, far nascere nuovi amori
internazionali, far sorridere un pò gli alteri teutoni con i nostri
modi
di fare inutili e le nostre canzoni, far piangere, la sera prima della
partenza, metallari simil-vichinghi abbracciati a finte cosche mafiose
nate da un cappello comprato a Brema, giocare ore nel Bahnanum
(abusivamente) e dar vita a tanti, tantissimi ricordi che, alla fine,
di
nazionalità non ne hanno proprio, posso dire, da onesto cattivo
dei film
d'azione, che questo scambio è riuscito alla perfezione.(Ah, non
preoccupatevi della bomba.
Conteneva soltanto un pò di "febbre
dello
scambio")
Narrami o Diva, del corale scambio
che infiniti sollazzi addusse ai licei
Molte anzitempo ad Aurich
generose travolse le alme di noi
Nel mezzo del cammin di nostra gita
Mi ritrovai in una Bergamo oscura
Così giunti
infine in Lombardia
Ci incamminammo per la diritta via
(con piccoli inconventienti al Check-in, N.d.R.)
I Tedeschi, gli Italiani, le donne, gli amori
Io canto Cesare, il quale con maestria
di tutte le alemanne fece razzia
Tanto gentile e tanto e onesto pare
Ma le donne riesce sempre a fregare
Ahi servi turchi, al Michelangelo ostello
per la vergogna ci offriron vinello
Com'è bella
giovinezza, che sbevazza tuttavia
Chi
vuol esser sbronzo sia, di pagar non c'è certezza
Sempre caro mi fu quel predicatore
Che
parlò in
lungo per otto ore
ma sedendo e tirando indefiniti versi in mezzo alla piazza